Da 220 € a notte, la baita intera.
Per sei persone al massimo, con la legna, la sauna, le lenzuola e il pane del maso al mattino. A parte solo le pulizie finali, 120 €, e l’imposta di soggiorno.
Prezzo a notte, la baita intera
Larice, pietra e nessuno intorno.
L’ha costruita il bisnonno di Lorenzo nel 1890, per l’estate in alpeggio: tronchi di larice su un basamento di pietra e il tetto di scandole. Nel 2019 l’abbiamo restaurata tenendo le travi, i muri e la stufa, e aggiungendo i bagni, il riscaldamento e la sauna nel fienile.
Sta da sola in un prato a 1.650 metri: d’estate ci si arriva in auto fino alla porta, d’inverno gli ultimi 800 metri si fanno a piedi o col gatto delle nevi.
In ladino la stube si chiama stua.
È la stanza col pavimento di legno, la panca lungo le pareti e la stufa a olle che scalda tutta la casa: in Val di Fassa la chiamano stua, e ha dato il nome alla baita. La nostra stufa è del 1890, in maiolica verde. Si carica alle cinque del pomeriggio con tre ciocchi di faggio, e la mattina dopo le olle sono ancora tiepide.
Entrate pure, la porta è aperta.
Trascinate la vista per guardarvi intorno in mansarda, poi uscite sul prato dietro casa, all’alba. Toccate i cerchi: ogni angolo ha la sua storia.
D’inverno le ciaspole, d’estate i sentieri.
Le piste di Canazei sono a quindici minuti, il bosco comincia dietro casa. Ottobre, coi larici d’oro, è il mese che preferiamo.
Pane e latte sulla porta, alle otto.
Abitiamo al maso de Pian, trecento metri più in basso sulla forestale: alleviamo dodici vacche grigie alpine e facciamo il burro e il formaggio. Ogni mattina vi lasciamo sulla porta il pane di segale e il latte appena munto; per tutto il resto basta una telefonata.
Chi c’è già stato ci ha scritto così.
4,9 su 5 in sessantotto soggiorni dal 2019. Rispondiamo a ogni recensione, anche a quella sul wi-fi.